
Note a margine di un nuovo inizio: un augurio da condividere.
Care alunne, cari alunni,
gentili Famiglie,
La vigilia di un nuovo anno scolastico porta con sé un’energia unica: è fatta di zaini pronti, di attese e di quel misto di curiosità e trepidazione che accompagna ogni inizio. Desidero affidarvi queste brevi righe con l’invito a leggerle insieme a casa, la sera prima di varcare il cancello di scuola, per fermare il tempo per un momento e condividere una riflessione prima della partenza.
Spesso siamo travolti dalla cultura del risultato immediato, dove tutto deve essere a portata di click. È facile appassionarsi all’inizio di una nuova avventura, di un progetto o di una materia sconosciuta; la vera sfida, tuttavia, sta nella capacità di custodire quell’entusiasmo quando il percorso richiede costanza e continuità.
Per questo, la parola che vi affido è perseveranza.
Il mio augurio è che la scuola vi insegni non solo a sognare in grande, ma a coltivare la pazienza necessaria per trasformare quei sogni in progetti concreti. Nessun traguardo che valga davvero la pena di essere raggiunto si conquista senza la cura del cammino.
C’è poi un secondo aspetto che mi sta a cuore. La scuola è rimasta uno dei pochi luoghi autentici in cui ci si incontra in carne ed ossa. In un mondo in cui gran parte della vita passa dagli schermi, vi invito a usare le ore che trascorrerete in classe per fare qualcosa di diverso: guardatevi negli occhi, confrontatevi di persona e costruite relazioni reali. Scoprirete che la bellezza dello stare insieme, nel rispetto reciproco, ha un calore e una forza che nessuna piattaforma digitale potrà mai replicare.
Ai genitori e agli adulti di riferimento rivolgo un saluto caloroso. Il nostro compito istituzionale è garantire un ambiente di studio sereno, stimolante e attento, camminando al vostro fianco per accompagnare con cura la crescita di ciascuna ragazza e ciascun ragazzo.
A tutte e a tutti voi, l’augurio di un anno scolastico fecondo, curioso e ricco di soddisfazioni.
Il Dirigente Scolastico
prof. Alessandro Roehrssen










